Linee guida per uguaglianza di genere nella scienza

Pubblicata online la traduzione in italiano delle "Linee guida per i programmi di promozione dell'uguaglianza di genere nella scienza". Le linee guida sono il risultato dal progetto PRA.G.E.S "Practising Gender Equality in Science" (praticare l'uguaglianza di genere nella scienza), primo progetto sul genere finanziato dal Settimo Programma Quadro. Il progetto durato 21 mesi ha affrontato la questione della scarsa presenza di donne nelle posizioni di alto profilo nella ricerca scientifica e tecnologica. "Queste Linee Guida saranno utili nel conseguire il nostro obiettivo finale: rendere le differenze e le peculiarità dei ricercatori e delle ricercatrici la più grande risorsa dell'Area della Ricerca Europea, fonte di creatività e innovazione", è quanto dichiarato nel documento. 

Con lo scopo di ottenere una maggiore partecipazione delle donne alla scienza e quindi un conseguente miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne, ma anche degli uomini, le Linee guida sono rivolte a tutte quelle istituzioni che sono disposte a promuovere al loro interno un "profondo cambiamento culturale e istituzionale". Tra di esse vengono menzionate la leadership scientifica e manageriale, i gruppi e associazioni di donne all'interno di università, i centri di ricerca pubblici e privati, ma anche le istituzioni pubbliche, private e non-profit coinvolte nelle politiche per la ricerca, le istituzioni pubbliche, private e non-profit coinvolte nelle politiche per le pari opportunità, le organizzazioni della società civile, le associazioni imprenditoriali e i sindacati, le società scientifiche, le reti nazionali ed europee, e i media.

Il pensare alla scienza come mera attività razionale ha portato a credere che essa non fosse soggetta a dinamiche sociali e culturali. Proprio per questo, il problema della discriminazione all'interno degli ambienti scientifici è stato spesso sottovalutato. I dati, rilevati in vari paesi del mondo e riportati nel documento, evidenziano invece come la discriminazione nella scienza è non solo presente, ma può essere definita un problema. "In Europa, in Nord America e ovunque nel mondo le donne tendono a scomparire se si procede dal basso verso l'alto di un'ipotetica piramide delle carriere scientifiche". Più della metà degli studenti universitari è formato da donne, e nonostante questo, il vertice delle più prestigiose posizioni accademiche, in particolare per quanto riguarda gli Stati membri dell'Unione Europea, risulta essere costituito da donne per meno del 20%.

Durante il progetto PRA.G.E.S. è stato come prima cosa condotto un lavoro di raccolta e analisi di tutti quei programmi condotti in Europa, Nord America e Australia, volti all'uguaglianza di genere nella scienza e nella tecnologia. Essi sono stati poi raccolti in un database, disponibile sul Web, dove è presente una loro descrizione e una breve analisi. Ogni progetto analizzato sembra avere un marcato orientamento strategico, derivante dalla "profonda conoscenza e consapevolezza dei meccanismi pervasivi che fanno della scienza un dominio maschile". 

Le linee guida sono organizzate in cinque parti:

  • "Donne e scienza: problemi e poste in gioco", è il titolo della prima parte, che mette in luce quali sono i rischi che mettono in pericolo l'avanzamento professionale delle donne, e evidenzia tutti quei programmi che tendono a minimizzare tali rischi. Dalla conoscenza di queste buone pratiche deriva il delineamento delle tre strategie generali, alla base delle Linee Guida.
  • La seconda parte, dal titolo "Un ambiente favorevole per le donne", valuta nello specifico la prima strategia proposta, la quale si ritiene possa essere attuata solo attraverso un vero e proprio cambiamento culturale e comportamentale all'interno degli ambienti di lavoro legati alla scienza e alla tecnologia, il quale permetta il nascere di un buon equilibrio vita-lavoro e la valorizzazione delle carriere fin dalle fasi iniziali.
  • La terza parte, intitolata "Una scienza consapevole della dimensione di genere", delinea la seconda strategia, che ha come obbiettivo quello di includere la dimensione di genere negli stessi processi di ricerca e innovazione. Questo viene ritenuto possibile solo grazie all'eliminazione degli stereotipi di genere nella scienza, e attraverso un'influenza sui contenuti e sui metodi.
  • La penultima parte, "Una leadership scientifica delle donne per una società che sta cambiando", evidenzia i possibili metodi per promuovere la presenza di donne in posizioni di leadership in ambiente scientifico (sia nella pratica che nella gestione della ricerca), e per sostenere il ruolo delle donne nella comunicazione scientifica.
  • Infine nell'ultima parte, "Programmi che funzionano", vengono raccolte informazioni pratiche che arrivano direttamente dai promotori dei programmi. Le informazioni sono organizzate in:
    • Strumenti, ovvero i mezzi utilizzati nei singoli programmi per raggiungere gli obiettivi. Sono stati catalogati così 31 strumenti, accompagnati da 138 esempi, ognuno col rispettivo indirizzo web.
    • Modelli d'azione, ovvero schemi ricorrenti che assicurino adeguati standard qualitativi alle azioni promosse dai singoli programmi. In totale sono stati catalogati 30 piani d'azione, raggruppati in base a quattro macro-parametri: pertinenza, efficacia, efficienza e sostenibilità.
    • Suggerimenti metodologici, emersi dall'intera analisi, raggruppati in sette suggerimenti metodologici generali.

Per l'attuazione delle strategie vengono quindi elencate 31 raccomandazioni e 61 linee d'azione.Tra le iniziative correlate al progetto troviamo, la costruzione di un apposito sito web, l'istituzione di un Osservatorio sul web per la segnalazione di seminari, conferenze, pubblicazioni ed eventi nell'ambito del tema "donne e scienza", e la pubblicazione di una newsletter elettronica.
"Portare la prospettiva delle donne (e quella di altri gruppi minoritari) nei processi di ricerca, non può che accrescere la creatività e l'innovazione, aiutando al tempo stesso la scienza a riconsiderare le sue pretese – ad oggi discutibili – di neutralità e universalità".